Il Messaggero
8 maggio 2005
San Costanzo
Paola Galassi: “Comici? Si può anche diventare”
San Costanzo. Grande successo del “San Costanzo Show” e terza replica
stasera al Teatro della Concordia dello spettacolo finale del laboratori
sulla comicità “Far ridere per ridere”, diretto dalla regista Paola
Galassi (responsabile artistica della Scuola di Avviamento del Teatro
Stabile delle Marche) con l’assistenza
di Oscar Genovese.
Paola Galassi, comici si nasce o di diventa?
Secondo me si può diventare, bisogna avere una visione della vita particolare o almeno la propensione a ridere delle proprie cose e del mondo che ci circonda. Basta avere un po’ di
ironia, che di questi tempi non guasta mai, e avere voglia di mettersi
in gioco.
Un anno di lavoro molto intenso: quali sono
state le difficoltà maggiori?
La difficoltà più grossa è stata l’impegno: alcune delle persone che hanno cominciato ad ottobre non sono riuscite ad arrivare fino in fondo, sia per motivi di lavoro o personali. E’ stato
abbastanza faticoso per gli allievi, ho preteso che studiassero a
memoria testi scritti, che provassero a scrivere loro stessi testi
di monologhi. Insomma, ho preteso davvero molto, ma i risultati non
mi hanno affatto deluso.
Tu hai seguito molte regie di comici importanti, da Ale e Franz a Bisio, Manera e altri: come ti sei trovata con questo gruppo di debuttanti?
E’ tutto molto diverso ovviamente, qui ero un’insegnate e quindi il ruolo è estremamente differente: ho dovuto dare stimoli, forza, idee. Sempre cercando di non esagerare, è vero che ho preteso molto da loro, ma senza andare oltre i loro limiti. Il clima che si è creato è molto
bello, in questi giorni hanno pitturato la scenografia, si sono fatti
i costumi, hanno scritto i pezzi per se stessi e a volte anche per
i loro compagni.
Che prospettive hanno per il futuro?
Qualcuno ha davvero tutte le carte in regola per arrivare, ma sappiamo
tutti che ci vuole fortune per sfondare davvero. Il loro scopo è quello
di mollare il lavoro e poter fare il comico a tempo pieno: al momento
sono emozionantissimi, ma allo stesso tempo hanno accumulato grinta
sufficiente per fare divertire il pubblico.
Elisabetta Marsigli |