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Marche Guida – Mensile di informazione culturale
Febbraio 2007

Da Zelig al San Costanzo Show: Intervista alla regista Paola Galassi

di Annalisa Cameli

Il San Costanzo Show è nato due anni fa come laboratorio di teatro comico. Il successo cresceva sempre più, nelle serate aperte al pubblico, tanto da renderlo un appuntamento con cadenza stabile: nella stagione 2005/ 2006, infatti, il San Costanzo Show è diventato un incontro fisso del venerdì, attuando - oltre alle serate - varie iniziative, come la Maratona della risata ed il Capodanno a teatro. Quello che è nato come un laboratorio annuale è dunque diventato un progetto più a lungo termine e di più ampio respiro, con una sede propria e riconoscibile - il Teatro della Concordia di San Costanzo -, un suo pubblico affezionato, una discreta quantità di contatti, un sito internet.

Mente di tutto ciò è Paola Galassi, insegnante e regista, punto di riferimento del teatro comico nazionale, che ha curato la regia per la gran parte dei comici più noti: Bertolino, Bisio, Guzzanti, Ale e Franz, Rossi, Aldo Giovanni e Giacomo, Natalino Balasso, Leonardo Manera.

D: Per iniziare vorrei fare una domanda diretta, che riguarda l'arte nel panorama socio-culturale: nella società di oggi, l'arte può svolgere un ruolo sociale? Se si, quale?
R: Da sempre il ruolo dell'arte nella società è stato fondamentale, in ogni sua forma, da quella più popolare a quella più colta, con fini di divulgazione, di provocazione, intellettuali, di intrattenimento, che provocano comunque una riflessione, una reazione da parte della società. E' bello pensare che chi fa arte ancora oggi voglia far muovere qualcosa nel mondo.

D: D'obbligo la domanda: come le è venuta l'idea del San Costanzo Show?
R: Sono nata e cresciuta artisticamente a Milano, tra il Derby e lo Zelig. Quindi ho voluto portare nelle Marche questa mia esperienza, con artisti marchigiani, in teatri marchigiani. In principio uno dei dubbi che erano sorti era che il pubblico non fosse abituato a questo tipo di lavoro. La formula del laboratorio è una formula che già si usava a Milano, e da questa formula sono usciti vari artisti.

D: Ci parla di questo progetto?
R: E' un progetto che è nato nel 2004, per iniziativa del Teatro Stabile delle Marche, in un piccolo teatro storico nella provincia di Pesaro-Urbino, il Teatro della Concordia di San Costanzo. Dopo una serie di provini sono state scelte 40 persone, che hanno partecipato ad un corso della durata di un anno, alla fine di esso sono stati scelti una quindicina di comici che hanno costituito il gruppo con il quale si sono successivamente allestiti gli spettacoli settimanali, sull'onda del successo registrato dai primi proposti.

D: Attualmente cosa state preparando?
R: Continuiamo a produrre e a migliorare i nostri spettacoli del venerdì del "San Costanzo Show".

D: ...E la maratona della risata?
R: E' stata una bella scommessa, nata per sfida con una maratona fatta da amici comici a Milano. La sfida è stata vinta, anche perché abbiamo avuto un grande successo e un notevole riscontro di pubblico.

D: Il regista cura tutti i particolari di uno spettacolo. Lei cosa preferisce nella preparazione di un suo spettacolo teatrale?
R: Dipende dallo spettacolo che si deve allestire. Principalmente parto dal presupposto che lo spettacolo che dirigo deve soprattutto piacermi. In qualunque spettacolo si deve comunque leggere una sincerità di intenti, probabilmente è questa la cosa che mi sta più a cuore.

D: Quanto c'è di suo (creatività, esperienza personale, carattere...) nei suoi spettacoli e quanto della vita quotidiana?
R: Entrambe le cose contemporaneamente, perché cerco di vedere la vita nel modo più divertente possibile, quindi anche nella vita quotidiana, per carattere cerco di cogliere il lato più comico. La prima cosa che suggerisco ai miei allievi è di osservare le persone e le situazioni per poi coglierne il lato comico, perché la comicità può essere ovunque e in ognuno di noi. Dipende dal punto di vista, e questo vale anche per i grandi autori classici, per i cori delle tragedie greche

D: Qual è secondo lei la dote migliore che un attore deve possedere?
R: Il talento.

D: La comicità può essere considerata un "filtro" per interpretare e riflettere sugli avvenimenti quotidiani?
R: Certamente, ci sono esempi di grandi autori che comunque attraverso la risata hanno raccontato tragedie. La comicità è fatta di tante cose, di ritmo, di musicalità. Fantozzi, per esempio, è un personaggio tragico, soffri con lui, vorresti portarlo via da tutto quello squallore, eppure ridi come un pazzo. I bravi comici hanno tutti un profondo senso tragico; farli lavorare sul dramma significa spogliarli della maschera, cercare una forma di sincerità.

D: Milano ha Zelig. Cosa vuol dire fare teatro nelle Marche?
R: Milano ha Zelig, le Marche hanno San Costanzo.

D: Cosa bolle nella pentola dei prossimi spettacoli/esperienze teatrali?
R: Un'importante trasmissione televisiva e alcune regie teatrali.


L’intervista è reperibile anche on line all’indirizzo:
http://lnx.whipart.it/news/2590/intervista-paola-galassi.html